Vita notturna in Moldavia

Foto discoteche a Chisinau

Italiani in Romania e Moldavia , quando i clandestini eravamo noi e la Romania non voleva gli italiani

La storia rimossa dell’emigrazione italiana in Romania

Un tempo erano gli italiani a emigrare in tutto il mondo, questo lo si sapeva già, ma non solo verso le Americhe o la Germania. Salvini sussulterà sulla sedia ma gli italiani quando ancora c’era il Duce al potere emigravano anche in Romania, dove i rumeni cercavano di controllare al meglio le dogane per tutelarsi dall’ingresso di massa di migranti italiani. Si tratta della storia che è meglio dimenticare, perchè ricordarla non consentirebbe di prendere voti scatenando i bassi istinti della gente.
Lo avreste mai detto che circa settant’anni fa eravamo noi italiani a cercare la fortuna a Bucarest? Balle direte, eppure è così, e questa notizia dovrebbe essere far letta nelle scuole in modo che gli italiani imparino fin da piccoli a conoscere la storia e a diffidare di personaggi come Matteo Salvini che innaffiano quotidianamente l’odio e il risentimento che covano sotto la cenere della crisi e della frustrazione popolare. Non ci credete? Già Repubblica nel 2009 aveva affrontato la questione, e lo fece senza usare mezzi termini: “Quando i rumeni eravamo noi… E le cose andavano più o meno come oggi, solo a ruoli invertiti. Gli italiani andavano a Bucarest in cerca di fortuna, per lavorare come falegnami, nelle miniere o nelle fabbriche. Avevano un permesso di soggiorno in tasca, ma alla scadenza restavano oltre confine. Clandestini appunto. Come erano molti rumeni in Italia prima del loro ingresso nell’Unione Europea. Non graditi, come lo sono oggi che vengono guardati con rabbia e sospetto“. Queste le parole scelte da Stefania Parmeggiani che è andata anche oltre con la ricostruzione storica chiarendo come alla metà del Novecento fossero i rumeni a considerare gli italiani come degli sgraditi extracomunitari in cerca di fortuna. Del resto gli italiani che andavano a vivere in Romania non erano certo persone modello, guardacaso anche loro creavano problemi ed erano considerati dei violenti. Sicuramente alla Lega Nord, ma anche alla destra dura e pura di questo povero Paese farebbe comodo dimenticare questo capitolo della nostra storia, ma non è possibile dimenticare anche grazie alla mostra del 2009 realizzata grazie al materiale degli Archivi di Stato e chiamata “Tracce dell’emigrazione parmense e italiana fra il XVI e XX secolo”. Nella mostra vennero esposti qualcosa come cento documenti, molti inediti, tra cui una lettera con timbro del ministero dell’Interno datata 1942 e inviata a tutti i questori del Regno, al ministero degli Affari esteri e tutte le istituzioni con l’ordine di impedire in tutti i modi che gli italiani espatriassero in Romania. E già qui Salvini e la Santanchè sbiancheranno dal momento che deve essere difficile buttare giù che sotto il fascismo gli italiani preferissero fuggire in Romania. Carmine Senise, capo della polizia fascista, all’epoca aveva duramente criticato i connazionali che fuggivano in Romania: “La legazione in Bucarest segnala che alcuni connazionali, giunti in Romania a titolo temporaneo, non lasciano il Paese alla scadenza del loro permesso di soggiorno provocando inconvenienti con le autorità di polizia romene anche per il contegno non sempre esemplare da loro tenuto e per l’attività non completamente chiara dai predetti svolta”. Avete letto bene, si trattava sostanzialmente di clandestini, ovvero di italiani che rimanevano illegalmente in Romania anche dopo la scadenza del visto, un pò come i terribili extracomunitari che guastano i sogni neri di Salvini. E proprio con Mussolini esisteva l’emigrazione clandestina e sarebbe proseguita anche oltre con nostri connazionali che andavano all’estero con permessi turistici per poi fermarsi in loco ben oltre la scadenza, la stessa terribile colpa di cui i leghisti accusano gli extracomunitari di oggi.
Fonte http://parma.repubblica.it/

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