riceviamo e pubblichiamo..
ciao a chi leggerà questo commento....sono una moldava , da molti anni in italia... ho sposato un italiano, conosciuto in moldova per puro caso, a volte il destino gioca le sue carte senza chiedere il permesso di nessuno.... bene, ho seguito mio neomarito in italia , fiduciosa nel futuro e comunque pronta a rimboccarmi le maniche per costruire il futuro della mia famiglia, ma evidentemente il destino a pensato diversamente... quando sono arrivata in italia la situazione che ho trovato non era delle migliori, ma io non mi sono scoraggiata, ho pensato che eravamo giovani, avevamo tempo e che insieme ce l'avremo fatta... purtroppo non è stato così...
nei miei confronti ho trovato solo ostilità, cattiveria, invidia e tanti bastoni tra le ruote. ho lottato da sola per mio marito senza avere il suo minimo appoggio, mi sono impegnata come ho potuto, ho fatto del mio meglio per sentirmi dire che andavo a lavorare perchè volevo fare la signora....
io vengo da una buona famiglia, mia madre professoressa di lettere, mio padre medico chirurgo, sono infermiera diplomata e quando ho conosciuto mio marito stavo cercando un altro lavoro, volevo imparare una lingua straniera e magari avere delle nuove esperienze nel mondo del lavoro...
parlate tanto male delle e dei moldavi, bene fate pure, ma io in italia non ho trovato l'america, solo difficoltà, sofferenza , umiliazione di ogni genere...parlo perfettamente l'italiano, nonostante questo non mi serve praticamente a nulla, il mio diploma non vale un fico secco, e come lavoro l'italia non ha nulla da offrire! ho perso 14 anni della mia vita cercando di integrarmi nel bel paese e sono arrivata a un'amara conclusione.... dall'italia bisogna fuggire, si salvi chi può! non sanno apprezzare le persone perbene e si lamentano dei delinquenti.... paese senza futuro e senza possibilità alcuna, solo sopravvivenza, infatti chi vuole ottenere qualcosa dalla vita, lo fa fuori dall'italia!!!però gli italiani sanno vantarsi , lo fanno talmente bene, che ti coprono gli occhi di prosciutto da non farti vedere ciò che di sotto c'è di marcio!!!!
In Italia ho trovato la sofferenza (riceviamo e pubblichiamo)
Inno nazionale Moldavia
Limba noastră ("la nostra lingua") è dal 1994 l'inno nazionale della Repubblica di Moldavia.
Il testo è di Alexei Mateevici (1888-1917) e la musica è stata composta da Alexandru Cristea (1890-1942). Il testo originale conta dodici strofe, cinque delle quali vengono utilizzate nell'inno. Queste sono marcate in grassetto.
- Limba noastră-i o comoară
- În adâncuri înfundată
- Un şirag de piatră rară
- Pe moşie revărsată.
- Limba noastră-i foc ce arde
- Într-un neam, ce fără veste
- S-a trezit din somn de moarte
- Ca viteazul din poveste.
- Limba noastră-i numai cântec,
- Doina dorurilor noastre,
- Roi de fulgere, ce spintec
- Nouri negri, zări albastre.
- Limba noastră-i graiul pâinii,
- Când de vânt se mişcă vara;
- In rostirea ei bătrânii
- Cu sudori sfinţit-au ţara.
- Limba noastră-i frunză verde,
- Zbuciumul din codrii veşnici,
- Nistrul lin, ce-n valuri pierde
- Ai luceferilor sfeşnici.
- Nu veţi plânge-atunci amarnic,
- Că vi-i limba prea săracă,
- Şi-ţi vedea, cât îi de darnic
- Graiul ţării noastre dragă.
- Limba noastră-i vechi izvoade.
- Povestiri din alte vremuri;
- Şi citindu-le 'nşirate, -
- Te-nfiori adânc şi tremuri.
- Limba noastră îi aleasă
- Să ridice slava-n ceruri,
- Să ne spiue-n hram şi-acasă
- Veşnicele adevăruri.
- Limba noastra-i limbă sfântă,
- Limba vechilor cazanii,
- Care o plâng şi care o cântă
- Pe la vatra lor ţăranii.
- Înviaţi-vă dar graiul,
- Ruginit de multă vreme,
- Stergeţi slinul, mucegaiul
- Al uitării 'n care geme.
- Strângeţi piatra lucitoare
- Ce din soare se aprinde -
- Şi-ţi avea în revărsare
- Un potop nou de cuvinte.
- Răsări-va o comoară
- În adâncuri înfundată,
- Un şirag de piatră rară
- Pe moşie revărsată.
Brodo con kletzki - Cucina moldava
Ingredienti
12 bicchieri d’acqua, 800g di costata di manzo, ½ cipolla, ½ mazzetto di prezzemolo, ½ carota, 1 foglia d’alloro, sale, pepe nero, prezzemolo
Per il kletzki:
1 bicchiere di farina di mais, 2 cucchiai di semolino, ½ uovo, 1 cucchiaio di burro e sale
Preparazione
Tritate la polpa della costata e fatela cuocere in acqua bollente per 3-4 ore a fuoco lento. Ogni tanto rimuovete la schiuma ed il grasso che affiorano sulla superficie del brodo, ma non completamente poiché un po’ di grasso permette di conservare la fragranza delle verdure.
30-40 minuti prima di ultimare la cottura aggiungete al brodo del sale, le cipolle fritte, le carote, il prezzemolo, il pepe e aggiungete, negli ultimi 5-7 minuti di cottura, la foglia di alloro. Filtrate il brodo e lasciate bollire il tutto.
Prima di servire rimuovete tutto il grasso dalla superficie del brodo.
Disponete il kletzki in piatti aggiungendovi il prezzemolo e il brodo filtrato. Per la preparazione del kletzki dovete miscelare in una ciotola l’acqua, il sale e il burro e portare tutto ad ebollizione.
A questo punto versateci il semolino di mais, mescolate così da evitare la formazione di grumi e lasciate bollire mescolando continuamente per 5-7 minuti a fuoco lento. Fate raffreddare la pasta, aggiungetevi un uovo crudo e mescolate nuovamente.
Usando due cucchiaini fate dei gnocchi con l’impasto di semolino e calateli nell’acqua bollente salata. Fate cuocere i kletzki che emergono in superficie per 5-7 minuti.
Il vino Moldavo
Il vino Moldavo
Fin dai tempi dell’antica Dacia le dolci colline del territorio bessarabiano sono state utilizzate per la coltivazione dei propri vitigni come: feteasca, rara neagra, pasareasca, plavay, ecc… La qualità e la purezza dei vini moldavi posizionano la loro produzione tra i primi posti a livello europeo e sicuramente in primissima posizione per quanto riguarda l’est del continente, molti di essi sono stati premiati con la medaglia d’oro in diverse esposizioni internazionali.
L’epoca di massimo splendore fu durante l’incorporazione all’U.R.S.S., periodo nel quale la Moldova ne divenne il principale produttore ed esportatore sia interno sia verso il resto del mondo comunista.
Nel paese spiccano quattro importanti regioni dedite alla produzione vinicola: Balti nel nord, Codru (regione centrale), Cahul nel sud e Nistreana nel sud-est al confine con l’Ucraina.
Il nord è senza dubbio la zona meno pregiata per la produzione in quanto il suo territorio è prevalentemente pianeggiante. In questa zona solo alcuni bianchi sono degni di menzione e le vinacce vengono utillizzate generalmente per la preparazione del Rachiu, la grappa moldava.
La regione del Codru, situata sullo stesso parallelo della Borgogna, è certamente la regina della vinificazione moldava.
Qui si trovano infatti gli estesi avvallamenti collinari tipici del territorio bessarabiano.
Eccellenti vini rossi come quelli delle cantine di Milestii Mici, Cricova e Cojusna fanno da padroni nel panorama vitivinicolo moldavo. Queste cantine sono aperte al pubblico e possono essere visitate.
Molto rinomati tra questi si distinguono il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Pinot Noir.
Per quanto riguarda i bianchi hanno una ragguardevole posizione l’Aligotè, i Pinot Gris e Blanc, la Feteasca, il Riesling, il Sauvignon, lo Chardonnay ed il Traminer.
Gli ottimi brut e spumanti fanno di Cricova il principale produttore a livello nazionale.
Le zone di Cahul e Taraclia si fanno apprezzare per l’ottimo Merlot prodotto grazie alle favorevoli condizioni climatiche influenzate dalla vicinanza al Mar Nero ed alla particolare composizione dei terreni.
Nel sud-est lungo il confine con l’Ucraina e lungo il corso del fiume Nistru si posiziona la zona Nistreana caratterizzata dalla produzione del Negru, Rosu e Purpuru nelle cantine di Purcari e Tudora (anch’esse visitabili), situate nei pressi della località di Stefan Voda.
Soprattutto il Negru de Purcari vanta una fama internazionale prestigiosa in quanto è, tra l’altro, un vino ordinato regolarmente dalla corte reale britannica fin dalla fine del XIX secolo.Narra la leggenda che il Principe Stefan cel Mare, dopo ogni battaglia contro l’invasore Ottomano, aveva l’abitudine di bere una coppa di vino ottenuta dalla mescola di Negru, Rosu e Purpuru che a suo dire gli dava una grande forza.
Tra i vini da dessert merita menzione il Cahor (Kagor in lingua russa) ottenuto con uve del celebre vitigno francese Cahors.
fonte : http://www.chisinau-kishinev.com/ita/index.php?name=vinul